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2008/11/27 p.6Dreams’Demolitors 6* CAPITOLO Ero nella mia auto insieme a Peter e a James. Io ero al volante,James sul suo sediolino posteriore e Peter accanto a me. Eravamo tanto allegri,tutti uniti. Cantavamo una canzone a me familiare. Era sera,verso le 20.00 e giravamo sulle strade della grande New York. Fuori faceva abbastanza freddo,infatti nevicava ed eravamo vestiti con giubbotti imbottiti. Mentre gioivamo,la macchina iniziò pian piano a sbandare sul ghiaccio formatosi a terra. La tensione era a mille,io non riuscivo a frenare;Peter Urlava;James piangeva;io non sapevo cosa fare. A quel punto mi svegliai di soprassalto. Erano le 4.00 di quel lontano mattino del 23 dicembre del 2001. Rimasi sveglia tutto il tempo,pensando a quell’orribile sogno. E se fosse accaduto davvero? Questo ancora si vedrà. Alle 8.00 vidi Peter in giacca e cravatta,con la sua inseparabile valigetta dove conteneva i suoi preziosissimi documenti top secret delle indagini. Era di buon umore quella mattina. Aveva quel sorriso felice stampato sulla faccia. Mi salutò e scese fino al garage. Prese la sua auto e sparì nel nulla. Io continuavo a pensare,mentre sorseggiavo la deliziosa cioccolata calda. Verso le 10.00,chiamai Aly per stare con il bambino,mentre io completavo la lista dei regali per il natale. “Allora vieni?Non ci metterò molto!” “Nessun problema!Tu sai che lo adoro,come potrei rifiutare un’occasione simile?” “Aly sei troppo gentile…grazie davvero!” “Figurati!Il tempo di lavarmi i denti e sono da te” “Ok ciao” Mi vestii con un elegante camicetta bianca a maniche lunghe con un pantalone nero, e un cappotto scuro che mi arrivava alle ginocchia,con abbinata una borsa marrone chiaro. Presi l’auto e mi recai in centro. Le luci colorate illuminavano i miei occhi. Ad un tratto ritornai bambina. I lontani ricordi mi invadevano,mentre sbirciavo con entusiasmo le vetrine. Riuscii a fare una parte delle spese. Comprai delle bambole alla mia piccola nipotina Amy, una macchina fotografica a mio fratello,dei completini ai gemellini in arrivo da parte di mia cugina,una borsa a mia madre,un portafoglio a mio padre,al mio piccolo James delle costruzioni e,alla teenager Aly, un portatile bianco che poteva usare per le sue ricerche per l’esame. Tornai a casa distrutta. Trovai Aly addormentata sul divano del salotto con la culla accanto. Che scena tenera. A questo punto dovetti calare un po’ più di pasta,che potesse bastare per tutti. 2008/11/11 c.5Dreams’ Demolitors CAPITOLO 5* “Oh Mio Fottuto Dio!” Esclamai. Corsi di sopra,mi recai in camera di James e chiamai i pompieri. Nulla di grave. Solo un forno arrosto. “Stia tranquilla. Solo il forno si è bruciato,il resto è apposto.”Disse cortesemente il pompiere. “Non costa nulla su” Mi disse con tono per dirmi <taccagna> “Certo!Me lo regalano!”Gli risposi. Lui si fermò sulla soglia della porta e mi fissava. All’inizio non capii,ma poi quando porse la mano era tutto chiaro. “La mancia?”Esclamai. Mi guardò con aria d’attesa. “ E io come faccio a comprarmi il forno nuovo?Me lo regala lei?Dopo avermelo distrutto?Ma vada via!”Gli risposi con tono d’insufficienza. Chinò il capo e andò via. Odiavo le persone che mi trattavano come una taccagna,cosa che non ero affatto. James piangeva terrorizzato,ma appena lo calmai con qualche coccola,si addormentò. Lo misi sotto le calde e soffici coperte,con il carillon attaccato alla sbarra laterale della culla che lo accompagnava nei suoi piccoli sogni. Quella dolce melodia mi fece rilassare. Dopo tutto quel che successe,un po’ di tempo per me dovevo concedermelo. così mi addormentai insieme a mio figlio. Mi svegliai grazie al campanello. Era Peter che rientrava da lavoro piuttosto stanco. Gli preparai la cena e mi raccontò che fu una brutta giornata per lui,così gli raccontai la mia avventura. “Cosa?Un incendio?”Ripeté allibito. “Si ma nessun ferito…solo un morto: il forno” Gli risposi in tono ironico. “Oddio il forno di cucina?Che peccato…ma l’importate è che tu e James stiate bene!”Mi rispose con aria di sollievo. Mi alzai da tavola,mentre pensavo al pranzo che avrei preparato all’indomani. “Io vado a letto”Mi disse Peter con uno sbadiglio. “Io starò ancora un po’ avanti al televisore”Risposi. “Buona notte tesoro”Mi disse dolcemente. “Anche a te amore”. Alla televisione mandarono in onda “Titanic”. Adoravo quel film,che alla fine usciva sempre quella lacrimuccia commossa. Però quella sera ero talmente stanca che non riuscii a vederlo per intero. Così mi addormentai. 2008/11/10 c.4Dreams’Demolitors
CAPITOLO 4* Tornammo a casa tutti insieme,nella nostra casa. James dormiva beatamente mentre lo guardavo con un dolce sorriso. Ero felice. Più che felice,ero al settimo cielo. Tutto andava a meraviglia. Peter ebbe delle gratifiche in lavoro fino a diventare sottoufficiale, mentre io avevo ottenuto la simpatia da tutti. Ormai la gente non mi chiamava più Emily ma Mrs Furia. Tutti mi apprezzavano e condividevano la mia felicità,ed io ero più che contenta. Strinsi amicizia con una studentessa universitaria appena trasferita a New York. Si chiamava Alicia ma si faceva chiamare Aly. Era una ragazzina sui 1.70-80 di altezza,occhi azzurri come il ghiaccio,i capelli lisci neri che le scendevano dolcemente sulle spalle e la frangetta che le rigava l’occhio destro. Il corpino nero intrecciato con un fiocco rosa,delineava i suoi fianchi snelli del suo corpo docile;la lunga gonna con quel filo rosa perlato rallegravano il corpo della ragazza. Aly amava il nero. Diceva che snelliva molto. Aly era dolce e gentile con James. Era capace di starsene lì,tutto il tempo a coccolarselo e a giocarci per ore. Si trasferì a New York per problemi di studio. Lei era canadese. La sua famiglia era per metà italiana,dalla parte del padre,e per metà americana,dalla parte della madre. Ella aveva 2 fratelli: il più grande era sposato,mentre l’ultimo viveva ancora con i genitori. Bussarono alla porta. Era la Sig. Smith. Mi aveva portato una torta di benvenuto,come si usa fare solitamente. “Benvenuta Mrs. Furia nel nostro quartiere! Siamo tutti lieti che voi e la vostra famiglia vi siate trasferite qui!” Mi disse in tono soddisfatto. “Grazie mille. Si accomodi pure” La ringraziai. Iniziammo a parlare finché non s’interruppe. “Oh Cielo! Mio marito sarà a momenti! Mi dispiace Mrs. Furia ma ci dovremmo sentire un’altra volta! Quando vuole venire,la nostra porta è sempre aperta a voi! E poi i nostri mariti devono ancora conoscersi!”Esclamò quasi come se fosse recitando. “Oh ma senz’altro! Arrivederci Mrs. Smith!” La salutai. Chiusi la porta dietro di me. Quella Smith non me la raccontava buona. “Qui c’è puzza di guai!”Pensai. Invece era solo il pollo che stava andando a fuoco. 2008/11/9 p.4I Miei Pensieri…
Il tuo sguardo. Il mio sguardo. Due cuori che si uniscono. Due anime che giocano. Noi due. Due corpi. Due Cuori. Due Anime. Noi due. Soli. Noi due. Per Sempre.
█║▌│█│║▌║▌││█║▌│█║ *Sembrano tutti uguali mentre tutti questi copyright hanno diversi compiti :D* p.2I Miei Pensieri…
La pioggia. Goccia a goccia. La pioggia. Sempre più forte. La pioggia. Che riga il tuo viso. La pioggia. E s p e z z a ogni tuo sorriso. La pioggia. Goccia a goccia.
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*Sembrano tutti uguali mentre tutti questi copyright hanno diversi compiti :D* Sabbuz c.3Dreams' Demolitors By Sabbuz CAPITOLO 3* Mi svegliai di soprassalto. Erano le tre e mezza di notte. Tutto era buio e silenzioso. Iniziai ad avere dei forti dolori che salivano dal ventre fino alla gola. Non riuscivo a respirare bene,e affaticavo a prendere fiato. Iniziarono a scendere le lacrime e un urlo diede inizio a una tortura. Vidi gli infermieri e i medici che si catapultarono nella mia stanza. Mi spinsero fino in sala parto. Il mio sguardo era fisso al soffitto. Con le lacrime che mi scendevano sul viso pensai che non ce l’avrei fatta. Mi sederono sul lettino di parto. Iniziarono a farmi respirare. L’agitazione era a mille e anche la mia pressione “Vai che ce la fai,vai vai…” Urlava l’infermiera che era accanto a me. “Inizio a vedere la testa,ce la puoi fare”Mi incoraggiò la dottoressa. “La pressione sta salendo è troppa” “Andiamo con il taglio cesario presto”urlavano e si agitavano. Vidi lo sguardo preoccupato di Peter dopodiché non sentii più niente,solo la mascherina dell’ossigeno che mi avvolgeva. Il giorno dopo mi ritrovai una serie di palloncini blu con un cartellone che diceva:”benvenuto James!”. Capii che il mio James stava bene. Per la prima volta ero davvero felice. Era il dono più bello della mia vita. Vicino al mio letto c’era una piccola culletta. Mi accorsi che James mi fissava con i suoi piccoli occhi verde smeraldo,mentre si agitava nella sua tutina azzurra. Mi venne una fitta al cuore. Ero diventata Mamma.
c.2Dreams' Demolitors By Sabbuz
CAPITOLO 2*
Il giorno dopo mi trovai nel letto di un ospedale di New York.
Le mie nausee mi provocarono dei dolori forti e mi fecero star male a tal punto che dovetti chiamare il pronto soccorso.
“Buongiorno tesoro. Come ti senti?”mi domandò dolcemente Peter.
“Un po’ stanca” Gli risposi.
“Hanno detto i dottori che forse fra qualche giorno nascerà. Già lo immagino nella sua culletta…è meraviglioso.”Mi disse in tono sognante.
Peter era sempre stato un uomo pieno di idee e sogni. Ne pensava cento alla volta e voleva che tutto si realizzasse in un periodo breve.
Ma purtroppo non tutto si può fare,e quando vedeva i suoi sogni svanire avanti i suoi occhi ne rimaneva deluso.
“Eh già...non vedo l’ora!” Affermai con felicità.
Iniziarono a farmi visita mio fratello Andy e mia sorella Lindsay,mia madre e mio padre e i figli di mio fratello.
Erano tutti preoccupati per il bambino. Di me si importavano poco,infatti non avevo grandi rapporti con i miei genitori. Volevo un bene assurdo alla mia nipotina Amy che aveva 10 anni. Appena mi vide mi abbracciò dolcemente. Almeno c’era qualcuno in famiglia che non faceva il naso storto per qualunque cosa.
“Zia! Come stai? Mi sono preoccupata molto per te! Purtroppo non abitiamo vicine e i miei genitori non mi portano quasi mai a casa tua. Però quando nascerà James verrò sempre a farti visita,te lo prometto!”
“Grazie. Quando vuoi io sono sempre qui ad aspettarti!”Le risposi con un sorriso.
Quella bambina aveva il mio stesso carattere di quando ero bambina,e quando la rivedevo mi tornava in mente la mia infanzia,ormai lontana.
Quando la visita fu terminata, l’infermiera mi diede delle pillole per la notte e il tempo di cambiar dose alla flebo che era attaccata al mio polso,mi addormentai profondamente.
c.1Dreams' Demolitors By Sabbuz
CAPITOLO 1*
Il 2 dicembre di quell’atteso 2001,ero seduta sul sofà blu del soggiorno. Fuori faceva freddo. Le luci natalizie illuminavano i sorrisi dei bambini che attendevano con ansia i doni di Babbo Natale.
Sfogliavo l’album delle fotografie di quando ero in fasce,e tornavano in mente tutti i momenti più belli della mia infanzia. Ricordavo che anch’io attendevo i doni di quell’uomo panciuto con la sua barba lunga e bianca,con i suoi occhioni azzurri e il suo magnifico sorriso stampato sulla faccia quando porgeva i doni ai bambini. Era tutto magnifico,e pensavo che mio figlio poteva passare questo momento con gran felicità. Ormai i lunghi e attesi nove mesi erano passati,e il mio piccolo James cresceva.
Mi sposai un anno fa con il mio più grande amore,Peter Furia.
Lo conobbi alle scuole superiori,all’età di 15 anni. Ci fu un colpo di fulmine.
E finalmente,ci sposammo e trovammo casa.
Peter lavorava in un’agenzia di viaggi,mentre io insegnavo.
Gli ultimi mesi della gravidanza furono bellissimi. Io e Peter eravamo sempre più uniti.
Erano le sette e mezza di sera e Peter ancora doveva rientrare.
Così ne approfittai. Mi vestii e scesi a fare delle compere per il bambino e per il natale.
Le luci,gli alberi addobbati,i bambini che ridevano e gioivano,le coppiette innamorate nelle gioiellerie a scegliere gli anelli,i vecchietti che parlavano e giocavano a carte nelle villette del paese…
Tutto ciò mi rendeva più che felice,sorpresa e allegra.
Tornai a casa con la schiena a pezzi. Dalla cucina usciva un profumino di spaghetti all’italiana come li sapeva fare Peter.
lo salutai e mi andai a mettere il pigiama.
Peter era un ottimo cuoco. Amava molto cucinare all’italiana.
Diceva che la loro cucina era la più squisita e salutare degli altri paesi.
Peter era nato in Svizzera,e aveva i nonni che abitavano a Venezia e gli avevano insegnato molte cose.
Scesi in cucina e cenammo. L’aria era gelida e io avevo le mie solite nausee,così andai a coricarmi.
2008/11/7 o.1I Miei Pensieri… I Miei Pensieri…
…E la notte non è stata mai più Luminosa quando sto con te… Le tue braccia al mio collo Le nostre bocche che si incrociano …E la mattina ritrovata accanto a te È come sentirsi in paradiso… Tu ti stringi forte a me Io mi stringo forte a te …E insieme spicchiamo quella parolina Dolce e sincera…
Ti Amo !
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*Sembrano tutti uguali mentre tutti questi copyright hanno diversi compiti :D* p.4I Miei Pensieri…
E ti ho rivisto. E ti ho sognato. E ti ho guardato. E ti ho baciato. Ho aperto gli occhi e non c’eri più. E una lacrima scese giù.
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